Quanto costa un sito web a un piccolo negozio: come leggere un preventivo

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Perché il preventivo del sito è la parte più difficile

Se hai un negozio di quartiere, un laboratorio o lavori come freelance, prima o poi arriva il momento del sito. E arriva il problema: chiedi tre preventivi e ricevi tre cifre che non stanno insieme. Uno ti dice 400 €, un altro 1.800 €, un terzo ti manda un documento di quattro pagine con voci che non capisci.

Il punto non è che qualcuno ti sta imbrogliando: è che «sito web» significa cose diverse. Qui sotto trovi cosa deve esserci in un preventivo per poterlo confrontare davvero, e le domande da fare prima di firmare. Non ci sono prezzi «giusti» universali: ci sono voci che se mancano ti costano dopo.

1. Chiedi sempre cosa è compreso, non solo il prezzo

Due preventivi da 1.000 € possono essere uno il doppio dell’altro come lavoro reale. Le voci che fanno la differenza:

  • quante pagine sono comprese e quante costano in più;
  • chi scrive i testi (se li scrivi tu, il prezzo scende; se li scrive il fornitore, chiedi quanto);
  • chi fornisce le foto e se servono foto professionali;
  • se è compresa la versione mobile (oggi deve esserlo sempre);
  • se è compresa l’assistenza dopo la consegna e per quanto tempo;
  • se le modifiche successive sono incluse o a consumo.

Un preventivo serio elenca queste voci una per una. Se trovi solo «realizzazione sito web: 1.200 €», chiedi il dettaglio prima di firmare.

2. Distingui i costi una tantum dai costi annuali

Il preventivo iniziale riguarda la costruzione. Poi ogni anno ci sono costi che nessuno ti dice al primo incontro: dominio (l’indirizzo del sito), hosting (lo spazio dove sta online), eventuale manutenzione, certificato di sicurezza, plugin o licenze.

Chiedi sempre una seconda cifra: «quanto mi costa il sito all’anno, tutto compreso?». Se il fornitore non sa risponderti, è un segnale. Un sito da 800 € con 300 € all’anno di costi nascosti costa più di un sito da 1.200 € con 80 € all’anno.

3. Fatti dire con quale strumento lo costruisce

Non è un dettaglio tecnico per te: è quello che decide se tra due anni potrai cambiare fornitore senza rifare tutto. Se il sito è su un sistema diffuso e standard, i contenuti si esportano. Se è costruito su misura con un codice proprietario, spesso sei legato a chi l’ha fatto.

Domanda secca da fare: «se domani voglio cambiare fornitore, cosa succede ai contenuti e al dominio?». La risposta deve essere: sono tuoi, si trasferiscono.

4. Chiedi a chi appartiene il dominio

Il dominio deve essere registrato a nome tuo, con i tuoi dati, non a nome dell’agenzia. È il tuo indirizzo: se un giorno litighi o il fornitore chiude, il dominio resta a te. Fatti dare le credenziali di accesso quando il sito va online.

5. Guarda cosa succede dopo la consegna

Un sito non è finito quando è online: va aggiornato, controllato, a volte corretto. Chiedi per scritto:

  • quante ore di assistenza sono comprese e da quando decorrono;
  • quanto costa un intervento fuori da quelle ore;
  • entro quanto tempo rispondono in caso di sito bloccato.

Un sito che si blocca in un periodo di vendite e non ha nessuno che risponde è un problema più grosso di un sito un po’ più caro ma assistito.

6. Le domande da fare prima di scegliere

Prepara un foglio con queste sei domande e dalle a tutti i fornitori che stai confrontando:

  1. Quante pagine e quali sezioni sono comprese?
  2. Chi scrive i testi e chi fa le foto?
  3. Quanto costa tutto all’anno, dominio e hosting compresi?
  4. Il dominio è a nome mio?
  5. Con quale strumento lo costruisci e posso esportare i contenuti?
  6. Quante ore di assistenza ci sono dopo la consegna?

Se un fornitore risponde a tutte e sei per iscritto, il confronto diventa possibile. Se qualcuno le evita, hai già la tua risposta.

7. Come prepararti tu, prima di chiedere i preventivi

La parte che fa risparmiare più soldi è quella che fai tu prima di chiamare chiunque. Scrivi su un foglio:

  • chi è il cliente che vuole trovarti sul sito (una persona concreta, non «tutti»);
  • tre cose che deve poter fare subito (trovare gli orari, chiamarti, vedere i prezzi, prenotare);
  • i contenuti che hai già: foto dei lavori, testi, listino;
  • cosa succede se il sito non porta clienti: quale altra strada hai (Google, gruppi locali, clienti storici).

Con questo foglio in mano il preventivo cambia natura: non chiedi «quanto costa un sito», chiedi «quanto costa questo sito». Ed è l’unico modo per confrontare davvero le offerte.

In sintesi

Un preventivo basso con voci nascoste costa più di uno più alto e completo. Chiedi il dettaglio delle voci, la cifra annuale, la proprietà del dominio e l’assistenza post-consegna: sono i quattro punti su cui si gioca quasi tutta la differenza tra due offerte.

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